a cura di Bianca Polenzani

Dal 1° Gennaio 2018 è entrato ufficialmente in vigore il Regolamento Omnibus. Per capire meglio di cosa si tratta, è stato intervistato il Professor Angelo Frascarelli docente di Economia Agro-alimentare ed Estimo rurale e di Economia aziendale e Politica agroalimentare, presso l’Università degli studi di Perugia, nonché esperto di politica agraria comune.

Cos’ è il regolamento Omnibus?

R: Il Regolamento Omnibus è lo strumento giuridico della rivisitazione della Pac (Politica Agricola Comune n.d.r) 2014-2020. Il nome deriva dal fatto che in un unico maxi-regolamento sono contenute tutte le modifiche della politica Ue fino al 2020. Il Commissario Hogan ha precisato che non si tratta di una riforma, ma di un impegno di semplificazione della Pac, che aveva assunto fin dall’inizio del suo mandato.

Cambieranno molto le cose, in pratica, per gli agricoltori?

R: I cambiamenti sono prevalentemente di natura tecnica; essi non modificano né il livello di sostegno agli agricoltori, né l’assegnazione dei titoli all’aiuto, né gli strumenti della Pac. Rimangono quindi confermati i pagamenti diretti spacchettati (pagamento di base, greening, giovani agricoltori, accoppiato, piccoli agricoltori), le attuali misure di mercato e le misure della politica di sviluppo rurale.

Quali saranno le principali modifiche apportate?

R: Il Regolamento Omnibus ha apportato alcune modifiche significative sul greening e sulle misure di mercato. In sintesi si tratta di una revisione soft, ma con alcuni aggiustamenti significativi all’attuale Pac. L’obiettivo è di semplificare gli impegni per gli agricoltori e per i controllori, in particolare, sono state approvate tre modifiche per la diversificazione:
1) Tutte le aziende che investono oltre il 75% della loro superficie a colture leguminose (tra cui l’erba medica) vengono esentate dall’obbligo di diversificazione; questa modifica risolve un problema legato agli agricoltori che coltivano erba medica in modo specializzato.

2) Vengono esentate dall’obbligo di diversificazione tutte le aziende che lasciano a riposo oltre il 75% della loro superficie o lo investono a colture erbacee e/o sommerse (inclusi riso e leguminose), eliminando l’attuale limite di 30 ettari per la rimanente parte di superficie aziendale.

3) Per le aziende che investono oltre il 75% della loro superficie a colture sommerse (riso), non si applicano i limiti normalmente fissati per la diversificazione colturale e la seconda coltura può ricoprire fino al 75% della rimanente superficie aziendale.
Per le aree di interesse ecologico (EFA) sono state introdotte invece altre modifiche:

1) Il fattore di conversione per le EFA produttive con colture azotofissatrici viene innalzato dall’attuale 0,70 a 1,00, mentre quello per le superfici con bosco ceduo viene portato dall’attuale 0,3 a 0,5. Questa modifica ha una grande rilevanza: sarà più semplice assolvere l’impegno delle EFA. A titolo d’esempio: fino al 2018 per soddisfare 10 ettari di EFA saranno sufficienti 10 ettari di colture azotofissatrici, mentre fino al 2017 erano necessari 14,3 ettari di colture azotofissatrici.

2) Vengono inserite tra le pratiche equivalenti all’EFA le aree lasciate a riposo con piante mellifere – ricche di polline e nettare (con fattore di conversione pari a 1,50), la coltivazione del miscanto e del silfio perfoliato (con fattore di conversione pari a 0,70).
Novità importanti sono relative anche nella gestione del rischio: infatti la soglia d’ indennizzo per la perdita di produzione necessaria per l’attivazione di polizze assicurative del raccolto, viene diminuita dall’attuale 30% al 20%.

Viene incrementata l’intensità massima del sostegno che gli Stati membri possono concedere sia per le assicurazioni, che per i fondi di mutualizzazione per le avversità atmosferiche che per gli strumenti di stabilizzazione del reddito, dall’attuale 65% delle spese al 70%.

Lo strumento di stabilizzazione del reddito potrà essere applicato per il pagamento di compensazioni finanziarie agli agricoltori a seguito di un drastico calo di reddito in tutti i settori o un settore specifico. Questa misura darà allo Stato membro la possibilità di preparare uno strumento adeguato per un settore specifico: il risarcimento scatta quando si registra una diminuzione di reddito per un determinato settore aziendale del 20% su base annua.

La novità risponde anche alla necessità di fornire strumenti migliori per sostenere gli agricoltori in tempi di crisi del mercato, e riflette le recenti difficoltà riscontrate in un certo numero di settori. Altre novità interessano le misure di mercato: queste riguardano la regolamentazione della filiera (OP, OI, contratti, norme di concorrenza) e una serie di piccoli aggiustamenti su temi specifici (programmi operativi dell’ortofrutta, autorizzazione impianti viticoli, programmi operativi dell’ortofrutta). In quest’ambito, emerge con chiarezza la volontà di conferire maggiore forza contrattuale ai produttori e alle loro diverse forme organizzative.

Traspare, dalle modifiche apportate, la volontà di semplificare la Pac per renderla più accessibile ai cittadini della Comunità Europea, collaborando con le amministrazioni locali verso una buona gestione del territorio e delle risorse.