Solide realtà radicata in Basilicata

L’allevamento bufalino fa parte della tradizione italiana ormai da decenni e, nelle zone vocate, rappresenta attualmente una delle ricchezze economiche più grandi con un mercato forte e in continuo sviluppo. La richiesta di mozzarella di bufala, anche sul mercato estero, sembra essere infatti in continuo aumento, e questo fa sì che le tecniche di allevamento, produzione e certificazione di filiera siano in continua evoluzione. Per capirne di più abbiamo parlato con Nicola Castellano di Agri Castellano Azienda Agricola, una storica realtà radicata in Basilicata.

Ci racconti un po’ di lei, della sua storia, della nascita dell’azienda, del suo rapporto con il mondo dell’allevamento e del perché ha scelto di allevare bufale.

L’attività ha avuto inizio nel 1988, quando il sig. Domenico Castellano comprò 30 manze di razza frisona che diventarono in pochi anni 100 vacche in mungitura. Poi, con l’introduzione delle quote latte, Domenico decise di differenziare l’allevamento con l’inserimento delle bufale. Essendo la base in Basilicata, investì nell’acquisto di un camion che permetteva di trasportare gli animali e consegnare il prodotto in Campania, patria delle bufale e luogo di trasformazione ideale per il latte. Oggi, a distanza di circa 30 anni, l’allevamento gestito in maniera manageriale da Nicola Castellano ha raggiunto i mille capi di cui 300 bovini e 700 bufale.

Il settore bufalino sta crescendo sempre di più in Italia, con numeri record di capi nel 2017. Quale pensa che siano i motivi di questo aumento di interesse verso l’allevamento di bufale?

La risposta è abbastanza semplice: il latte di bufala è un prodotto di eccellenza italiana, non subisce quindi la concorrenza estera come accade, ad esempio, per il latte bovino e i prodotti derivati.

Negli ultimi anni la Basilicata si sta muovendo verso l’adozione di marchi di valorizzazione dei prodotti caseari tipici e locali. Voi come Azienda vi occupate solo delle mandrie o seguite il percorso del latte fino al prodotto per il consumatore?

Oggi ogni sforzo è mirato a produrre latte di qualità sia dal punto di vista sanitario che per caratteristiche organolettiche. Noi curiamo al minimo dettaglio ogni fase dell’allevamento e dell’attività produttiva, con l’obiettivo di consegnare un ottimo prodotto ai migliori caseifici campani.

Come vengono alimentati i vostri animali?

Già da qualche anno l’alimentazione delle bufale si basa su insilato di mais-fieno di graminacee, mais Farina e nucleo Proteico.

Tutti questi prodotti sono formulati ad hoc per la nostra stalla da Dell’Aventino Mangimi, storico brand acquisito recentemente dal Gruppo Grigi. Fondamentale è anche la presenza di Stefano Albanese, referente dell’azienda sempre disponibile e preciso.

Quale priorità ha il benessere dell’animale nella vostra filosofia aziendale e come lo praticate nelle attività quotidiane?

La premesse è questa: da un animale sano nasce un prodotto sano. Questa è per noi una filosofia, un mood aziendale che teniamo sempre bene a mente. Crediamo inoltre nel continuo sviluppo, ed è proprio per questo che stiamo realizzando la nuova stalla con l’innovativo impianto di biogas.

Quali sono le maggiori problematiche che riscontra un allevatore di bufale oggi?

Diciamo che oggi le uniche difficoltà sono legate ai mesi invernali, quando fisiologicamente gli animali producono di più e, parallelamente, cala il consumo della mozzarella.

Cosa si aspetta dal futuro per la sua attività e per la rivalutazione di questo nobile animale?

Considerando la distanza dai caseifici e il fatto che la Basilicata non rientra nel DOP, abbiamo l’obiettivo di internalizzare la trasformazione del latte, così da poter seguire, garantire e certificare il prodotto fino al consumatore finale. Per questo, però, ci vorrà l’aiuto anche della terza generazione!

 

Intervista a Nicola Castellano, imprenditore ed esperoo di bufale
A cura di Stefano Albanese