a cura dell’ Ufficio Tecnico del Gruppo Grigi

Quando parliamo di benessere dell’animale da allevamento, occorre fare alcune distinzioni preliminari. Il benessere non va confuso con le condizioni di salute, che dipendono dall’equilibrio generale dell’organismo e della sua capacità di rispondere alle sollecitazioni interne ed ambientali.
Altra cosa ancora è la malattia, legata alla capacità o incapacità dello stesso organismo di reagire con successo a stimoli metabolici, meccanici, batterici, virali o tossici.
Il benessere dell’animale da allevamento, invece, si ottiene mantenendo l’organismo in una condizione di sanità senza l’impiego di particolari sforzi e in un regime di assenza di fattori di stress che possano compromettere la salute fisica, ma anche la salute mentale del soggetto.

Quali sono gli elementi di stress più comuni in allevamento?

Sicuramente un ruolo di primo piano è dato dall’azione umana nei confronti dell’animale, dalla scelta dell’ambiente alle modalità di razionamento: l’assenza di spazi vitali e di riposo, l’ impiego di materiali inappropriati per la costruzione delle stalle, ma anche alimenti di scarsa qualità, eccessivo movimento o al contrario, eccessivo riposo, provocano nell’animale una condizione di stress con conseguenze sulla salute ma anche sulle attività produttive e riproduttive.
Un altro fattore di stress che colpisce soprattutto i ruminanti, in particolare le vacche da latte, è l’eccessiva variazione delle condizioni climatiche.
La stagione estiva è la più difficile per le vacche da latte, con bassa produzione, riduzione della fertilità e rischio di un peggioramento dello stato sanitario in generale.
La condizione di comfort termico per una vacca di latte è intorno ai 19°C con un’umidità relativa minima inferiore al 60%. Quando l’ambiente raggiunge temperature elevate anche oltre i 25°C, l’ animale inizia a subire lo stress termico e a manifestare una serie di sintomi che se non presi in tempo possono compromettere in maniera irreparabile la carriera produttiva del bovino o peggio, condurre alla morte dell’animale.

Le elevate temperature hanno un impatto primario sulla respirazione e sulla sudorazione della bovina da latte e provocano una serie di effetti a catena che conducono all’acidosi.
Le perdite di elettroliti tramite il sudore e le urine sono una componente fondamentale dello stress termico. La maggiore fuoriuscita di saliva all’esterno provoca una riduzione dell’ ingestione e della ruminazione, producendo carenze energetiche e proteiche e abbassando il Ph ruminale. L’ acidosi può progredire fino a compromettere lo stato di salute generale della vacca, incidendo negativamente sulla produzione del latte, con una una peggiore qualità del colostro, diminuendo la fecondità, aumentando dell’incidenza di problemi podali e patologie di varia natura.
Le conseguenze dello stress da caldo si ripercuotono anche sui vitelli, che nascono meno robusti, oltre che provocare un aumento dei costi delle patologie (chetosi, mastite, collasso prepuerale e molte altre).

Tutto questo impone all’allevatore una riflessione sul rapporto tra i costi e i benefici del contrastare lo stress termico, non solo quindi a favore della salute dell’animale ma anche del proprio reddito.

I provvedimenti per abbattere le conseguenze dello stress da caldo sono molteplici. I più intuitivi sono quelli ambientali e gestionali, che prevedono l’impiego di sistemi di ventilazione o di nebulizzatori di acqua, oppure aumentando la frequenza delle pulizie delle zone di riposo e delle corsie, cercando di abbattere la presenza di mosche e parassiti.

Anche accorgimenti sulle razioni alimentari e l’impiego di integratori specifici possono giocare un ruolo importante: aumentare i dosaggi di sodio e bicarbonato e fornire fermenti lattici può aiutare l’animale ad evitare formazione di acido lattico e eccessiva formazione di metano. E’ inoltre opportuno prediligere foraggi di buona qualità e ricchi di fibre digeribili, diversificare le fonti di energia e gestire con maggiore attenzione la preparazione e la somministrazione delle razioni.

L’ Azienda Grigi propone interventi mirati, in accordo con gli allevatori e nutrizionisti, atti a minimizzare gli effetti negativi dello stress caldo, salvaguardando così la salute degli animali e di conseguenza la redditività dei nostri clienti.